Strumenti dell'Astronomia:

telescopio

Con la messa a punto del cannocchiale di Galileo cominciarono ad ampliarsi i confini dell’orizzonte astronomico. I telescopi, i moderni derivati di quel cannocchiale, sono costruiti sempre più grandi e sempre più potenti e precisi, sia nell’ingrandimento che nella nitidezza delle immagini. I telescopi si trovano negli osservatori astronomici, preferibilmente situati in zone dove l’atmosfera è particolarmente limpida, come deserti e zone di montagna. La scelta di questi siti serve a ridurre al minimo l’assorbimento delle radiazioni provenienti dalle stelle da parte dell’atmosfera.
telescopio

I telescopi sono costituiti da un oculare e un obiettivo e si distinguono in telescopi a rifrazione e telescopi a riflessione. Nel primo caso l’obiettivo è costituito da un sistema di lenti; nel secondo caso da uno specchio concavo. Nei telescopi a rifrazione la lente dell’obiettivo concentra i raggi luminosi su un punto detto fuoco, sul quale si forma l’immagine che viene poi ingrandita dall’oculare. Nei telescopi a riflessione la luce degli astri viene raccolta da uno specchio concavo, per essere poi riflessa e concentrata sul fuoco dello specchio.  I raggi arrivano poi all’oculare che ingrandisce l’immagine.

Maggiore è il diametro dell’obiettivo, migliore è la nitidezza dell’immagine e quindi gli ingrandimenti che si possono ottenere. Inoltre un grande obiettivo consente di raccogliere più luce e quindi di aumentare la luminosità, permettendo di vedere i corpi meno luminosi. Per questo i telescopi moderni sono di grandi dimensioni.

I limiti alle dimensioni dei telescopi dipendono dalla deformazione cui sono sottoposti specchi e lenti a causa delle sollecitazioni imposte dal proprio peso. Per questo motivo ultimamente sono stati costruiti telescopi a specchi multipli: questi telescopi si basano su molti specchi di dimensioni contenute, che convogliano la luce contemporaneamente sullo stesso fuoco.

Radioastronomia
La maggior parte delle stelle emette radiazioni elettromagnetiche alla velocità della luce, per una vasta gamma di lunghezze d’onda. Solo una parte di questa energia attraversa l’atmosfera e ci giunge sotto varie forme: la luce percepibile, i raggi infrarossi, scarsi raggi ultravioletti, onde radio. Per studiare le onde non visibili ad occhio umano servono strumenti diversi: esistono alcune lastre fotografiche in grado di fissare i raggi del campo ultravioletto e perfino dell’infrarosso. Un altro strumento importante è lo spettroscopio, che permette di analizzare la luce emessa dalle stelle dandoci molte preziose informazioni sulla composizione chimica, sulla temperatura e perfino sul movimento dei corpi celesti e sulla loro velocità. Unendo uno spettroscopio a una pellicola fotografica si ottiene uno spettrografo, in grado di registrare sulla pellicola lo spettro della stella, permettendo ulteriori studi.
Per analizzare invece le onde radio provenienti dalle stelle si utilizza il radiotelescopio, che permette infatti di percepire e registrare le onde radio. Spesso si usa un radar assieme al radiotelescopio per carpire informazioni più precise sulla distanza dei corpi celesti e sulla loro configurazione topografica.

Per ottenere migliori informazioni è necessario che gli strumenti siano posti fuori dall’atmosfera terrestre, solitamente sui satelliti artificiali, di modo che non vi siano interferenze.

satellite artificiale